We.Care VCO

We.Care VCO

Il progetto We.Care VCO viene presentato dai Consorzi dei Servizi Sociali della Provincia (Il Consorzio del Verbano è capofila) in partenariato con la Cooperativa Aurive, la Cooperativa La Bitta e la Fondazione Comunitaria del VCO.

 

La proposta progettuale WeCare VCO intende sviluppare e incrementare la rete costituita dai partner de LA CURA È DI CASA aprendo ulteriormente il coinvolgimento comunitario in particolare del privato sociale (RSA) e del volontariato per rafforzare l’offerta di servizi, sia in termini di qualità (empowerment del sistema del volontariato) e che in termini di copertura dei territori (disponibilità di tutti i servizi in tutto il territorio) in particolare sulle aree più decentrate (alcune valli dell’Ossola, la parte meridionale del Cusio, la zona del Basso Toce).

 

IL RUOLO DI LA BITTA
Il sistema di segnalazione delle situazioni di fragilità è garantito dal sistema capillare di rete tra gli operatori territoriali sociosanitari e i volontari, antenne di comunità, che attraverso la piattaforma informatica LA CURA È DI CASA segnalano e monitorano le situazioni di fragilità.
L’attività di pianificazione degli interventi settimanali ai beneficiari primari viene gestita attraverso la piattaforma informatica sviluppata con LA CURA È DI CASA, che consente di organizzare i passaggi al domicilio del beneficiario evitando le sovrapposizioni o le ridondanze secondo la programmazione sviluppata dal Network manager delle cosiddette Aggregazioni Territoriali, che conosce le disponibilità degli operatori professionali e dei volontari. In tal modo i passaggi settimanali vengono assegnati agli operatori o ai volontari sulla base del bisogno rilevato in sede di valutazione e sulla base di una distribuzione razionale dei passaggi a domicilio.
La trasferibilità del modello attivo in Valle Antrona ed appoggiato alla RSA di Montescheno, prevede l’attivazione del basso e la costruzione dell’intervento in forma collaborativa fin dalle primissime fasi per promuovere empowerment di tutti i soggetti coinvolti: beneficiari, lavoratori, volontari ed anche delle comunità locali, affinché si strutturi un modello circolare ed autoalimentante di welfare generativo. Si organizza attraverso il coinvolgimento della RSA di appoggio (RSA di Vanzone), la pianificazione di un incontro preliminare con le amministrazioni comunali dei comuni della Valle Anzasca, individuata per similitudine come contesto adatto alla replicabilità, e con tutti gli enti ed associazioni interessate. Seguirà l’individuazione dei bisogni ed una definizione di priorità attraverso il coinvolgimento attivo di tutti i portatori di interesse compresi i Servizi Sociali già partner del presente progetto. Le attività che, dall’esperienza di Montescheno, potrebbero essere prevalentemente di consegna dei pasti, supporto per l’esecuzione di esami ematochimici dalla prenotazione al trasporto, consegna dei referti), saranno sostenute da volontari ed anche con il coinvolgimento di soggetti beneficiari del REI. Anche nelle fasi di monitoraggio, aggiustamento degli interventi, verifica saranno coinvolti i diversi portatori di interesse per aumentare efficacia, motivazione.”

 

LA BITTA WORK IN PROGRESS
L’avvio del progetto risale al luglio 2019, ma, a causa della pandemia, c’è stato un rallentamento nella realizzazione concreta dei servizi. Nel primo periodo ci si è dedicati a impostare i rapporti tra i soggetti partner e tra la nostra Cooperativa e il territorio della Valle Anzasca per individuare la strategia migliore nel reperimento del volontariato.
L’idea migliore è parsa quella di coinvolgere tutte le associazioni locali affinché promuovessero il progetto al loro interno attivando persone già propense al volontariato. Gli incontri sono stati due, con la partecipazione dell’assistente sociale del CISS Ossola che è operation manager per l’azione promossa da La Bitta. Alla fine dell’estate è stata individuata una collaborazione, attraverso la Casa di Riposo Garbagni di Vanzone che, conoscendo il territorio, si è dimostrata una presenza preziosa ed entusiasta nella costituzione del gruppo di volontari.
Paola, questo è il suo nome, ha sostenuto il reclutamento dei volontari attraverso le associazioni locali ed essendone parte, ha contribuito a dare fiducia e visibilità al progetto. A seguito dell’ultima riunione con tutte le associazioni si è organizzato un gruppo di circa 20 volontari che a novembre hanno dato avvio al servizio di consegna pasti. Ogni associazione è responsabile della copertura della giornata della settimana che le è stata assegnata e Paola trascrive i turni verificando che non ci siano intoppi, in coordinamento con la referente della Cooperativa.
Fondamentale si è dimostrata la collaborazione e la comunicazione tra il CISS Ossola, La Bitta e la casa di Riposo di Vanzone per essere puntuali e flessibili nella risposta ai bisogni.
Tutti i volontari sono formalmente diventati volontari del CISS Ossola garantendo la copertura assicurativa durante il servizio, la tutela gli spostamenti nel rispetto delle limitazioni attuali e le basi per la prosecuzione del servizio quando la progettazione We.Care si concluderà (30 aprile 21)

Paola ci racconta la sua esperienza:
“In Valle Anzasca, dal 2 novembre 2020, è attivo un nuovo servizio rivolto alla popolazione, si tratta della consegna di pasti a domicilio.
E’ un progetto nato nell’ambito delle progettazioni We.Care che ha favorito la replicazione di buone prassi tra territori simili: la Valle Antrona e la Valle Anzasca.
Il servizio di trasporto, attivo dal lunedì al venerdì festivi esclusi, è gratuito, mentre il costo del pasto viene fatturato direttamente dalla Casa di Riposo all’’utente, ed è rivolto a persone con più di 65 anni, valutate in condizioni di fragilità, dalle Assistenti Sociali del CISS Ossola. La segnalazione può avvenire direttamente dall’interessato, dal care giver, dalla Casa di Riposo o dal Servizio Sociale e l’attivazione, valutata la compatibilità, può avvenire entro un paio di giorni.
In accordo con la Casa di Riposo G. Garbagni di Vanzone, i pasti vengono preparati e confezionati in appositi contenitori idonei al trasporto, per poi essere consegnati, con il mezzo, messo a disposizione della stessa Casa di Riposo.
Il prossimo obiettivo a breve termine è quello di diffondere ed incrementare il progetto affinché vengano soddisfatti i bisogni emergenti.
Un caloroso grazie a tutti i numerosi volontari che hanno aderito al progetto, grazie al Corpo Volontari Soccorso Valle Anzasca, agli Alpini di Bannio, all’Aib di Valle , alla Pro Loco di Vanzone ,al Gruppo Maton ad L’Arcon .
La preziosa attivazione di volontari del territorio a favore della popolazione anziana del territorio rende il progetto sentito e vissuto, contribuendo a contrastare la solitudine, il bisogno di cura, la difficoltà di accesso ai servizi che spesso si presentano con il passare degli anni, soprattutto nei contesti montani più decentrati, mettendo in risalto valori quali generosità e solidarietà che da sempre sostengono la vita dei nostri piccoli paesi.”