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Pallium

Innovazione e umanità nelle Cure Palliative Transfrontaliere

Il progetto PALLIUM nasce con l’obiettivo fondamentale di prendersi cura e migliorare la qualità della vita dei pazienti terminali e delle loro famiglie. Finanziato dal programma di cooperazione Interreg Italia – Svizzera, il progetto vede la Cooperativa La Bitta nel ruolo di capofila italiano, in stretta collaborazione con l’Hôpital du Valais (capofila svizzero).

L'Essenza di PALLIUM: Protezione e Cura

La parola “palliativo” deriva dal latino pallium, che significa mantello o protezione. Coerentemente con questa etimologia, le cure palliative sono definite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come un approccio che migliora la qualità della vita di malati e familiari di fronte a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza fisica, psicologica, sociale e spirituale.

Gli Obiettivi del Progetto

L’idea centrale è promuovere l’accesso alle cure palliative per il maggior numero di utenti, favorendo la permanenza a domicilio. Questo garantisce:

La Cooperazione Transfrontaliera tra Italia e Svizzera

Il progetto si fonda sullo scambio di eccellenze tra i due paesi:

  • Partner Italiani: Portano la loro vasta esperienza nella gestione di terminalità oncologiche e non, oltre a modelli innovativi di servizi domiciliari.
  • Partner Svizzeri: Contribuiscono con la sperimentazione della “simultaneous care”, un sistema che applica le cure palliative già in fasi di malattia suscettibili di terapie attive.


Oltre ai capofila, il partenariato include il servizio di Cure Palliative dell’
Asl Vco, la Cooperativa Emisfera e la Fondazione Comunitaria del VCO. E nel corso del progetto il supporto di due partner strategici: CREMIT – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Associazione Angeli dell’Hospice VCO ETS.

Strategie e azioni concrete

Per abbattere le barriere logistiche e culturali, PALLIUM prevedeva di intervenire su tre fronti principali:

  1. Tecnologia: Sviluppo di soluzioni digitali per facilitare l’accesso ai servizi e migliorare la precisione dell’assistenza, coinvolgendo medici di base e volontari.
  2. Supporto Psicologico: Intensificazione del sostegno per pazienti e caregiver, non solo durante la malattia ma anche nel delicato periodo successivo al decesso.
  3. Formazione: Percorsi formativi articolati per operatori sanitari e volontari per elevare lo standard di cura.

Nel corso del progetto i contesti si sono ampliati e hanno incluso ulteriori attività:

  1. Coinvolgimento della comunità sui temi delle tecnologie di comunità e della Death Education  
  2. Sviluppo di tutoraggio di comunità a supporto della soluzione tecnologica
  3. In risposta all’emergenza Covid, ristrutturazione parziale della Casa di Risposo di Montescheno con annessi servizi di comunità in caso di ulteriore emergenza pandemica
  4. Avvio di un progetto di arte relazionale per sostenere le famiglie delle persone in cure palliative e la comunità della Valle Antrona
  5. Attivazione di un supporto infermieristico nella Casa di Riposo specifico per la gestione delle cure palliative

A chi si rivolge PALLIUM

I destinatari sono stati i pazienti affetti da patologie oncologiche, neurologiche, cardiologiche o nefrologiche a prognosi infausta che non rispondono più a trattamenti specifici. Un’attenzione particolare è rivolta ai residenti delle zone montane, dove l’intervento è spesso più complesso.

Il progetto si è poi ampliato nella sua parte formativa e informativa al comparto socio sanitario di pertinenza, al volontariato e alla cittadinanza

Eventi e Cultura: sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione

Il progetto PALLIUM non è solo assistenza medica, ma anche riflessione culturale. 

Nel corso del progetto sono state realizzate alcune rassegne rivolte alla popolazione per sensibilizzare e informare sul tema delle cure palliative e del fine vita. Le due rassegne – dal titolo “CHE LA MORTE ci colga vivi” e “NOI FRAGILI, Noi immortali”, hanno proposto attraverso i linguaggi e i metalinguaggi dell’arte, della cultura, della scienza e della tecnologia, uno sguardo sulla vita e sulla morte.

Cinema, teatro, conferenze, reading musicali hanno lavorato sulla creazione di una cultura e di una sensibilità condivise sul tema della morte e del fine vita, gettando le basi di una Compassionate City (sulla cui scia è seguito il progetto “Volontari in trasformazione” dell’ambito del progetto Spazi in trasformazione)

Risultati

Risultati attesi Risultati ottenuti
1 soluzione tecnologica APP Pallium
Supporto psicologico a 250 nuclei famigliari Supporto psicologico a 579 nuclei famigliari
200 persone formate
  • 512 iscrizioni al corso online per tutor di Comunità
  • 80 iscritti al corso per personale sanitario
  • 139 iscritti al MOOC
Totale: 731 persone formate
15 eventi
  • 6 spettacoli teatrali (di cui 1 oggi) + 1 cineforum con 4 film
  • 4 convegni a scopo divulgativo (di cui 1 oggi) — media 100 persone/evento
  • 4 death café + 1 gioco di ruolo (esauriti ogni volta)
  • 1 esperienza artistica (oggi)
Ristrutturazione parziale della Casa di Riposo di Montescheno
Coinvolgimento di 40 persone nel progetto di arte relazionale

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