La Casa per gli anziani e la comunità della Valle Antrona: un luogo familiare dove puoi trovare assistenza di qualità.
Situata a Montescheno, in centro al paese, in una zona soleggiata, ospita anziani non autosufficienti, anche gravi, e dispone di un posto per inserimenti diurni. I piccoli numeri e lo spirito di collaborazione garantiscono un’attenzione particolare a tutti i nostri ospiti.
Accogliamo anziani da tutto il territorio del Verbano Cusio Ossola con la precedenza per le persone residenti in Valle Antrona anche in regime di convenzione con l’ASL.
Ristrutturata nel 2023 oggi è in grado di ospitare 40 ospiti.
La vita in Casa anziani si contraddistingue per il legame con il territorio, il coinvolgimento di familiari e caregiver e l’apertura della casa alla comunità.
La Casa si propone di erogare con particolare cura i seguenti servizi:
- Assistenza nella vita quotidiana
- Assistenza medica e infermieristica
- Riabilitazione e mantenimento
- Terapia occupazionale (animazione)
- Parrucchiere
- Podologo
- Assistenza religiosa in collaborazione con la Parrocchia
- Attività laboratoriali estemporanee (es: acquerello, narrazioni di comunità, pet terapy, ginnastica dolce, etc.)
- Consegna dei pasti a domicilio in tutta la valle
L’attività della Casa viene monitorata, in costante ottica di miglioramento e documentata con la redazione di una relazione annuale per il monitoraggio di indicatori di qualità assistenziale, relazionale, di vita.
Consulta la Carta dei Servizi
Per domande private di inserimento in struttura compila il modulo
e invialo via mail a anzianimontescheno@cooplabitta.it
Progetti creativi a Montescheno
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Arte Relazionale
In occasione dell’inaugurazione della rinnovata casa anziani è stato presentato risultato di un progetto di arte relazionale nel quale abbiamo coinvolto le nostre Oss, il personale infermieristico, di cucina e amministrativo e alcuni ospiti. Un’esperienza per dire grazie alle nostre persone ma anche per rimetterci in contatto con le nostre motivazioni quotidiane nel fare questo lavoro e nel vivere questo luogo.
«L’Arte relazionale – spiega l’artista Antonio Spanedda, che con la giornalista Cristina Barberis Negra e il cineoperatore Lorenzo Camocardi, ha contribuito alla realizzazione dell’opera – è un’arte partecipata, un’arte che crea rapporti e relazioni tra chi agisce e chi guarda, tra chi ritrae e chi è ritratto. Insieme si abita un mondo e lo si restituisce in visioni sempre mutevoli di cui tutti siamo protagonisti e autori».
È stata un’esperienza interessante e arricchente per tutti, un’occasione anche di svago per i nostri ospiti, e ha portato a un risultato che rimarrà nella storia della nostra Casa.Come abbiamo scritto sulla cartolina ricordo della giornata: “Da questo intreccio di vite e storie umane e da questa storica Casa, è nato un dono di immortalità, per chi c’è stato, c’è e ci sarà, che solo l’arte sa donare”.
Una casa tutta nuova
Il progetto di ampliamento della casa anziani ha radici antiche, quando, intorno al 2010, nelle varie assemblee che si cono svolte in cooperativa ha iniziato a prendere forma l’idea di potenziare il servizio di residenzialità per anziani non autosufficienti e promuovere la permanenza in valle degli anziani che non potevano più rimanere al loro domicilio. Di pari passo, sulla scorta dell’esperienza maturata, abbiamo capito che i servizi residenziali fanno parte di una filiera che talvolta inizia da una presa in carico leggera ed intermittente a seconda delle fasi della vita delle persone, dei loro bisogni e dei loro desideri. L’obiettivo di rimanere al proprio domicilio il più a lungo possibile, non entra in contrasto con i servizi residenziali e semiresidenziali, ma occorre a rispettare e promuovere il benessere personale, attivando un percorso di affiancamento che abbina professionalità e umanità, tecnica e relazione, cercando di mantenere il radicamento nelle comunità locali, i contesti relazionali di provenienza ed in generale il mondo esterno alla struttura.
Nel 2019 il progetto è giunto a maturazione con la predisposizione di un vero e proprio studio di fattibilità urbanistico, edilizio/strutturale, gestionale ed economico che ha portato all’attuale struttura.
Il progetto di ristrutturazione è stato finanziato grazie a diverse risorse e a un intenso lavoro di fundraising. Un vero e proprio funding mix composto da risorse interne accantonate in vista del progetto; un contributo di € 155.000 da Fondazione Cariplo, attraverso gli emblematici provinciali della Fondazione Comunitaria VCO; un contributo di € 200.000 tramite il progetto Interreg “Pallium” dedicato alle Cure Palliative; € 17.500 di donazioni da privati e abbiamo acceso un mutuo di € 1.200.000 che verrà estinto in 18 anni.
La progettazione dei lavori è stata realizzata da Sarazzi, Gallone e Forni; i lavori di costruzione sono stati assegnati alla ditta ABiTo di Verrone – Biella. Hanno collaborato sul cantiere anche alcune imprese locali: R. Farioli termoidraulica; SteVar; Cooperativa il Sogno; Caldaie Morotti Paolo; F.T.R. di Trissino.
Bonus residenzialità
Il buono residenzialità è un contributo mensile erogato dalla Regione Piemonte del valore di 600 euro, riconosciuto per un massimo di 24 mesi, spendibile per l’acquisto di servizi di cura e assistenza erogati da strutture residenziali operanti in regime privatistico.
La misura è rivolta a persone non autosufficienti, persone anziane o con disabilità, residenti in Piemonte ospitate (o in procinto di esserlo) a titolo definitivo presso strutture residenziali. Per fruire del buono, occorre che la struttura ospitante aderisca alla misura.













